Archivio per Giugno, 2008

Viva la RAI, ci fa crescere sani…viva la RAI!

Raccomandazioni. Pressioni politiche. Affari.
Eppure il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ci aveva abituati alle sue denunce. Come quando da Sofia, durante una conferenza stampa in occasione di una visita ufficiale in Bulgaria, fece trasudare la sua anima moralista, pronunciando l’editto bulgaro che lo consacrò definitivamente Padre della Patria.
Nonostante i successivi tentativi di alleggerimento, quella frase rimbomba ancora nelle mie orecchie, soprattutto in questi giorni:

L’uso che Biagi, come si chiama quell’altro…? Santoro, ma l’altro… Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga.

Biagi, Santoro e Luttazzi erano già stati accusati più volte in precedenza dallo stesso Berlusconi di aver portato avanti una campagna di attacchi personali verso di lui con un uso indebito del canale pubblico. Secondo tale corrente di pensiero è difficile non leggere le dichiarazioni di Berlusconi ed i conseguenti avvenimenti come un attacco alla libertà di stampa e una subordinazione della RAI al governo, con compromissione della sua funzione di servizio pubblico.

Sappiamo tutti come andò a finire…

E adesso? L’Espresso pubblica l’ennesima ondata di intercettazioni. Al centro dell’attenzione l’ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà da una parte, dall’altra politici, attori, manager, e tutti chiedono qualcosa.

L’ex ministro della Cultura Giuliano Urbani chiede un’aiuto per la produttrice di fiction Ida Di Benedetto, sua compagna. Saccà si attiva, chiamando la sua segretaria.
Il sindaco di Milano Letizia Moratti chiede un provino per Eliana Miglio, compagna del suo braccio destro Paolo Glisenti. Saccà rassicura il primo cittadino milanese.
Il vicedirettore generale Rai Giancarlo Leone chiama Saccà. I due parlano di Maria Scicolone e del produttore Saraceni che, mandati da Francesco Rutelli, hanno proposto un progetto di fiction sulla famiglia Scicolone.
In seguito torna in ballo Urbani, chiamato da Saccà per parlare del suo colloquio con Berlusconi. Oggetto della telefonata, la candidatura di Minoli alla direzione generale RAI.
Anche Silvio Berlusconi, nome di fantasia, chiama Saccà per parlare del senatore calabrese eletto in Australia e come contattarlo, e dell’attrice Antonella Troise, anzi “quella pazza di Antonella Troise” [citazione necessaria]. La telefonata si conclude con la frase di Silvio: “Fammi questa cortesia perché sta diventando pericolosa.

Adesso pronuncio anche io il mio diktat:

L’uso che Saccà, come si chiama quell’altro…? Berlusconi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte degli italiani, che pagano le tasse, di non permettere più che questo avvenga.

Pagate il canone mi raccomando e… buona visione!

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I-TA-LIA… I-TA-LIA…

Streaptease a Coverciano

Dopo la partita più brutta che abbia mai visto, con la fortuna che ci salva regolarmente, anche quando non ce lo meritiamo, riusciamo a non perdere la partita, non nei 90 minuti, né nei 30 supplementari.
Concedetemi la prima persona plurale, perché è vero che noi Italiani siamo bravi a saltare sul carro dei vincitori e a sputare addosso ai perdenti, ma un “sarà per la prossima volta” ci può anche stare, solamente per masochismo.
Perché ci piace soffrire, e questo lo ha capito pure Donadoni, che ci ha fatto soffrire da quando si è seduto su quella panchina. “Ma dove l’hanno preso questo?” si saranno chiesti tutti, baciando il santino di S. Marcello da Viareggio.
Non mi voglio improvvisare allenatore, ma tutti capiscono che un allenatore con così poca esperienza non è in grado di organizzare i bravi giocatori della nazionale italiana.
Ci ha fatto soffrire da quando, inspiegabilmente, non convocava Del Piero e Cassano, i due migliori attaccanti del campionato italiano.
E ieri contro una Spagna indemoniata, abbiamo trovato una difesa in stato di grazia, col 23enne Chiellini che ci fa ben sperare sul futuro della selezione italiana per i prossimi tornei internazionali.
Niente da dire alla difesa, anche Zambrotta sembrava in ripresa dopo una partenza agli Europei alquanto discutibile. Ma chi è quel biondo che sbaglia i passaggi a centrocampo? Chi è quel gigante goffo e baffuto con la maglia bianca che si aggira ubriaco (sarà mica il baffo Moretti?!) per l’area di rigore spagnola cercando di colpire con la testa anche i palloni bassi?
Donadoni… qualche cambio decente, togli quei due personaggi inutili!
Come si fa a tenere fuori, fino a pochi minuti dalla fine dei supplementari, il capocannoniere della Serie A, un certo Alessandro Del Piero, che a 33 anni segna 21 gol in campionato?! Donadoni spiegamelo! Anzi no, prendi tutte le tue cose e non ti fare più vedere.
Su Di Natale e De Rossi un applauso e poco da aggiungere, capita a tutti di sbagliare un rigore.

Ciao Roberto, a-non-rivederci.

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Elezioni amministrative in Sicilia

Il mercato dei voti a Catania

A quattro giorni dalle elezioni provinciali e comunali, il Popò delle Libertà tutto festeggia e sbeffeggia i compari gli avversari del PD. Come avvenne per le elezioni politiche dell’aprile scorso.
Ma anche questa volta la felicità dei giornalisti è così grande che dimenticano di analizzare i dati relativi all’affluenza.
Allora ci penso io a darvi qualche dato interessante.

Gli elettori siciliani sono poco più di 4 milioni e 300 mila, il 15 e 16 giugno si sono recati ai seggi elettorali quasi 2 milioni e 400 mila persone, pari al 55.56% degli aventi diritto (l’8.9% in meno rispetto alle precedenti elezioni provinciali).
Quasi metà degli elettori è andata al mare, chi tranquillamente, chi deluso e rassegnato dagli scontati risultati che arriveranno.

In media circa il 68% di quelli che sono andati a votare, hanno votato un presidente della provincia di centro e destra (UDC e PDL in Sicilia stanno molto bene insieme), consegnando nelle mani dell’allegra compagnia anche Siracusa, Caltanissetta ed Enna. Quindi si tratta del 68% del 55% totale, vale a dire 1 milione e 600 mila persone.
Questo significa che solo il 37% circa dei siciliani ha votato per Berlusconi-Cuffaro-Lombardo-Fini-Bossi.
Tutta questa esultanza è riuscita a mascherare l’astensionismo diffuso, che rimane un dato di fatto non considerato né dalla destra, che come sempre preferisce festeggiare, né dalla sinistra, che come sempre non ammette di essere di destra di aver deluso i propri elettori.

Per quanto riguarda le comunali, cito solo Catania, dove il senatore Stancanelli, il nuovo sindaco, parla di rilancio per la città, dando priorità alla sicurezza e applicando le regole che nessuno rispetta.
Quante belle parole, ma non si capisce come mai il vecchio sindaco Scapagnini, che tra l’altro fa parte della sua stessa coalizione, non è riuscito dopo 8 anni a fare ciò che il nuovo farà in due mesi e dopo aver indebitato la città con le banche di circa 1 miliardo di euro. Forse è meglio che si occupi più da vicino della salute del giovane premier.

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