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Viva la RAI, ci fa crescere sani…viva la RAI!

Raccomandazioni. Pressioni politiche. Affari.
Eppure il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ci aveva abituati alle sue denunce. Come quando da Sofia, durante una conferenza stampa in occasione di una visita ufficiale in Bulgaria, fece trasudare la sua anima moralista, pronunciando l’editto bulgaro che lo consacrò definitivamente Padre della Patria.
Nonostante i successivi tentativi di alleggerimento, quella frase rimbomba ancora nelle mie orecchie, soprattutto in questi giorni:

L’uso che Biagi, come si chiama quell’altro…? Santoro, ma l’altro… Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga.

Biagi, Santoro e Luttazzi erano già stati accusati più volte in precedenza dallo stesso Berlusconi di aver portato avanti una campagna di attacchi personali verso di lui con un uso indebito del canale pubblico. Secondo tale corrente di pensiero è difficile non leggere le dichiarazioni di Berlusconi ed i conseguenti avvenimenti come un attacco alla libertà di stampa e una subordinazione della RAI al governo, con compromissione della sua funzione di servizio pubblico.

Sappiamo tutti come andò a finire…

E adesso? L’Espresso pubblica l’ennesima ondata di intercettazioni. Al centro dell’attenzione l’ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà da una parte, dall’altra politici, attori, manager, e tutti chiedono qualcosa.

L’ex ministro della Cultura Giuliano Urbani chiede un’aiuto per la produttrice di fiction Ida Di Benedetto, sua compagna. Saccà si attiva, chiamando la sua segretaria.
Il sindaco di Milano Letizia Moratti chiede un provino per Eliana Miglio, compagna del suo braccio destro Paolo Glisenti. Saccà rassicura il primo cittadino milanese.
Il vicedirettore generale Rai Giancarlo Leone chiama Saccà. I due parlano di Maria Scicolone e del produttore Saraceni che, mandati da Francesco Rutelli, hanno proposto un progetto di fiction sulla famiglia Scicolone.
In seguito torna in ballo Urbani, chiamato da Saccà per parlare del suo colloquio con Berlusconi. Oggetto della telefonata, la candidatura di Minoli alla direzione generale RAI.
Anche Silvio Berlusconi, nome di fantasia, chiama Saccà per parlare del senatore calabrese eletto in Australia e come contattarlo, e dell’attrice Antonella Troise, anzi “quella pazza di Antonella Troise” [citazione necessaria]. La telefonata si conclude con la frase di Silvio: “Fammi questa cortesia perché sta diventando pericolosa.

Adesso pronuncio anche io il mio diktat:

L’uso che Saccà, come si chiama quell’altro…? Berlusconi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte degli italiani, che pagano le tasse, di non permettere più che questo avvenga.

Pagate il canone mi raccomando e… buona visione!

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